La vigilia della
festa di S. Lorenzo (9/10 agosto), ricorda la Battaglia del 1160,
vinta dai Milanesi a Carcano, contro l’esercito di Federico I di
Hohenstauffen detto il Barbarossa, accorso per costringerli a levare
I’assedio che avevano posto attorno al castello di Carcano.
Era la prima volta
che in campo aperto. sostenevano l’urto delle milizie guidate
dall’Imperatore.
La storia della
Battaglia di Carcano. si può ricostruire sui racconti concordi ed
egualmente attendibili dei due cronisti lombardi che militavano in
campi opposti; l’autore degli “Annales Mediolanenses”, Sire Raul, che,
è probabile vi abbia preso parte personalmente ed Ottone Morena da
Lodi.
Nel 1160 la rocca
di Carcano, era fortemente occupata da un nucleo di militi del Seprio
e della Martesana, antichi vassalli dell’Arcivescovo di Milano.
E’ assai probabile
che, essi ed i loro agnati, fossero fra quei militi che nel settembre
del 1158, rompendo la fede dei giuramenti che li legavano al Comune,
fecero atto di sottomissione al Barbarossa.
Per questo motivo,
i Milanesi, guidati dall’arcivedcovo Oberto, accompagnato da tutto lo
stato maggiore del clero cittadino, si spinsero nel cuore della
Martesana per castigare i ribelli.
Celebrato un
servizio divino nelle prime ore del mattino del 9 agosto 1160, i fanti
milanesi, che, erano stanziati presso Tassera, mossero all’attacco,
portando innanzi il Carroccio, eretto a simbolo delle liberta’
comunali.
La mischia si fece
subito accanita, l’Imperatore e con militi tedeschi e pavesi si spinse
contro il Carroccio, che, venne rovesciato e spogliato della croce e
del vessillo comunale.
Ma mentre essi si
attardavano ad inseguire i fanti destinati alla difesa del Carroccio,
i militi milanesi colsero all’improvviso alle spalle gli imperiali al
comando del marchese di Monferrato e, sbaragliatili, li inseguirono
per oltre due miglia.
Scoppiava intanto
un furioso temporale, l’Imperatore, riconosciuta l’impossibilita’ di
sostenersi con i pochi uomini rimasti, si affrettò a battere in
ritirata verso Como.
Grande fu il
bottino del Milanesi, tutti gli attendamenti del campo imperiale
rimasero nelle loro mani.
Va aggiunto,
l’efficace concorso prestato all’esercito comunale, dagli abitanti di
Erba e di Orsenigo, decisivo per le sorti della battaglia.
|