GESTA FRIDERICII IMPERATORIS

auctoribus Ottone episcopo et Ragewino praeposito Frisingensibus, in M.G.H., Scriptorum XX, pago 460

 

1159 mense februarii

 

Deinde usque Cumam progrediens, honorificentissime recipitur, foedus et auxilium poscit et accipit . o.

 

1159, febro 28

...est tamen in lacu Cumano insula divitiis abundans, hominibus bellico­sis referta, quae nisi valde cruenta vic­toria a quoquam capi difficile putaba­turo Erat autem amica mediolanensibus et multo tempore per foedus coniuncta. Princeps propter commeatum venien­tium ad se redeuntium optimum ratus eo membro corpus insidiosae civitatis mutilare, concepta spe atque fiducia, insulam se vel sicut hostem infestum contra hostes ve], si hoc elegerint, tam­quam benignum imperatorem ad socios et amicos intraturum comminaturo Nec mora, cum paucis quos secum habebat naves ingressus, coepit remigare. Insulani dum principis spiritum simul et audaciam cognovissent, divino quo­dam timore concussi,obviam navigio pergunt, pacem petunt cum magno plausu et alacritate venientem exci­piunt, fidelitatem iurant, muneribus honoranto Satisque fidelis in posterum nobis gens illa reperta est.  

 

(Nel febbraio 1159 l'imperatore, da Lodi,) si portò fino a Como dove venne ricevuto con tutti gli onori, scambiando con la città impegni di alleanza e reci­proco sostegno.

(28 settembre) C'era tuttavia, nel mezzo del lago di Como, un'isola prosperosa di ogni bene, ricca di uomini bellicosi e che si riteneva difficilmente espugnabile per chiunque se non al prezzo di un'impresa molto cruenta. Era per di più amica dei milanesi e da molto tempo ad essi lega­ta da alleanza.

Il sovrano, ritenendo opportuno mutilare il corpo dell'invidiosa città di quel membro - stante il movimento di perso­ne che lì si rifugiavano e che lui inten­deva ricondurre a sè - animato da speran­za e fiducia, minaccia di approdare sul­l'isola sia che venga ricevuto come un nemico ostile ai nemici, sia che decida­no di accoglierlo come sovrano benigno che si rivolge a compagni ed amici. Senza indugio si imbarcò sulle navi insieme ai pochi del suo seguito e cominciò a remare. Gli isolani, avendo appreso lo spirito e l'audacia del sovra­no, presi quasi da un divino rispetto per lui, corrono incontro all'imbarcazione, chiedono la pace ed accolgono con gran­de plauso e dedizione il sopraggiunto, giurano fedeltà, lo onorano con regali. In seguito quella popolazione fu ricono­sciuta abbastanza fedele a noi.